giovedì 15 ottobre 2009

Compromessi



In poche righe il rapporto che spesso, nella storia del pensiero umano, si è instaurato (e si instaura) tra modelli e ideologie e la realtà. E perchè è controproducente partire dal modello, piuttosto che dal mondo che ci circonda. Senza dimenticare i grandi princìpi, stelle polari nel buio. Da Palomar di Italo Calvino.


Per costruire un modello- Palomar lo sapeva-, occorre partire da qualcosa, cioè bisogna avere dei princìpi da cui far discendere per deduzione il proprio ragionamento. [...] Il modello è per definizione quello in cui non c'è niente da cambiare, quello che funziona alla perfezione; mentre la realtà vediamo che non funziona e che si spappola da tutte le parti. [...] Tutte le lacerazioni e contorsioni e compressioni che la realtà umana deve subire per identificarsi al modello dovevano essere considerate accidenti momentanei e irrilevanti. Ma se per un istante egli smetteva di fissare l'armoniosa figura geometrica disegnata nel cielo dei modelli ideali, gli saltava agli occhi un paesaggio umano in cui le mostruosità e i disastri non erano affatto spariti e le linee del disegno apparivano deformate e contorte. 
Quel che ci voleva allora era un sottile lavoro d'aggiustamento, che apportasse graduali correzioni al modello per avvicinarlo ad una possibile realtà, e alla realtà per avvicinarla al modello. Infatti il grado di duttilità della natura umana non è illimitato come in un primo tempo egli credeva; e in compenso anche il modello più rigido può dar prova di un'elasticità inaspettata. Insomma se il modello non riesce a trasformare la realtà, la realtà dovrebbe riuscire a trasformare il modello.
La regola di Palomar a poco a poco andava cambiando: adesso gli ci voleva una gran varietà di modelli, magari trasformabili l'uno nell'altro secondo un procedimento combinatorio, per trovare quello che calzasse meglio su una realtà che a sua volta era sempre fatta di tante realtà diverse, nel tempo e nello spazio.
[...] Egli si limitava a immaginare un giusto uso di giusti modelli per colmare l'abisso che vedeva spalancarsi sempre di più tra la realtà e i princìpi.

mercoledì 14 ottobre 2009

Post-it\2 In panchina!



Sergio Zavoli, presidente della Commissione Vigilanza Rai, su Augusto Minzolini durante la sua audizione: "Minzolini sarebbe piu' adatto al ruolo di un Pirlo o di un De Rossiche di un Gilardino. Piu' un centrocampista che un attaccante".
Seppure sia molto bravo a fare giornalismo coi piedi, Minzolini lo vedrei molto meglio in panchina.

martedì 13 ottobre 2009

Post-it \1 Go Barack!

In ossequio al nome di questo blog, una delle poche buone notizie della giornata. La riforma sanitaria dell'Amministrazione Obama è passata in Commissione Finanze. Un voto favorevole è arrivato anche dai repubblicani. Mai nessuna riforma sanitaria si era spinta così avanti nella storia degli USA dai tempi di T. Roosevelt.

Discriminazione 1 - Diritti civili e uguaglianza 0



Gran brutta giornata, questa, non solo per il movimento LGBT, ma per l'Italia tutta.
Non passa alla Camera il ddl Concia che prevedeva l'aggravante per i reati "nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale,contro la personalità individuale, contro la libertà personale e controla libertà morale" commessi con "finalità inerenti all'orientamento oalla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato". La proposta era stata presentata in seguito alla gravissima escalation di aggressioni omofobiche in tutto il Paese ed godeva, inizialmente, anche dell'appoggio parlamentare del Pdl e della Lega, che si sono tirate indietro al momento della votazione decisiva. A testimoniare la deriva minacciosa di questa destra, che, di fatto, rifiutandosi di dare un segnale nella lotta all'intolleranza dilagante, alimenta il clima di odio nei confronti di chi ha differenti orientamenti sessuali. E si prende una grossa responsabilità qualora le aggressioni continuassero (e, dopo questo esplicito segnale dei partiti di governo, state pur certi, continueranno). 


Da segnalare, anche se non altrettanto decisiva, la scelta di Paola Binetti di votare a favore della pregiudiziale di incostituzionalità (!). Prima o poi dovrà spiegarci perchè si ritrova tra i banchi dei deputati del PD e quali sono i valori e gli ideali che condivide con il centrosinistra. Invece apre scenari molto interessanti la scelta di alcuni deputati del Pdl vicini alla figura del Presidente Fini di votare no, scelta in controtendenza rispetto a quella del resto del gruppo.

Andrea Sarubbi, deputato PD, descrive molto bene la giornata in Aula nel suo blog. Riporto soltanto l'intervento di Carolina Lussana, Lega Nord. Agghiacciante. Senza bisogno di commentare oltre.


CAROLINA LUSSANA. Abbiamo sempre manifestato perplessità sul termine «orientamento». Perché? Perché (…) potrebbe anche prestarsi a interpretazioni fuorvianti. Noi, dagli atti della nostra Commissione, dalle intenzioni dei proponenti leggiamo nel termine «orientamento» la tendenza sessuale, eterosessuale o omosessuale, ma non avete voluto scriverlo esplicitamente; e nel termine «tendenza sessuale», come è stato evidenziato da alcuni colleghi, potrebbe rientrare anche l’amore per i bambini, la pedofilia!
 Intanto alle 21 è scattata la mobilitazione del movimento "I have a dream" davanti Montecitorio. Armati di candele e bandiere della pace. Contro l'odio e la discriminazione. E contro una certa politica che lancia segnali nella direzione sbagliata.

lunedì 12 ottobre 2009

Le primarie, e dopo?


"La stampa estera sputtana il Paese". "Vogliono fare come nel '94". "Mi sono chiesto cosa davvero sia cambiato da quando l'intervento della magistratura fece fuori tutti i partiti e tutti i protagonisti furono costretti a lasciare la politica e qualcuno anche l'Italia". "L'editore di giornali come Repubblica e l'Espresso ha aperto una campagna di attacco al presidente del Consiglio, con lo scopo di indebolirlo con una character assassination". "Volutamente cercano di imbrogliarmi e d'illudermi per evitare che mi muova sul piano legislativo". "Sono l'uomo politico più perseguitato di tutta la Storia, di tutte le epoche del mondo".
A sentire queste affermazioni veementi, mi torna in mente lo Stalin degli ultimi anni (così come lo dipingevano le persone a lui più vicine). Paranoico, timoroso di fantomatiche congiure tramate alle sue spalle, senza alcun contatto con la realtà. E così anche Silvio Berlusconi. Si sente continuamente perseguitato, ormai incapace di guardare alla realtà, ma fedele solo alla sua personale narrazione. Un premier già debole a seguito dei notissimi scandali, dopo il giudizio sul Lodo Alfano appare ancora più rintanato nell'angolo. E per questo più impaurito. E per questo più pericoloso.
Per scongiurare il pericolo di un colpo di coda di un berlusconismo ormai sul viale del tramonto, questo Paese avrebbe bisogno di un'opposizione forte, seria, capace di difendere i pilastri della nostra casa comune: la Costituzione e le istituzioni che la garantiscono e la difendono, Capo dello Stato e Corte Costituzionale; e più in generale l'assetto democratico, il suo sistema di pesi e contrappesi, la limitazione di un potere nei confronti dell'altro. E al contempo capace anche di costruire un'alternativa credibile, non solo un nuovo governo, ma un nuovo orizzonte di senso.